E' da un po' che, per me, il Natale coincide con l'Anno Nuovo o, quantomeno, con la scadenza di un Anno.
Ne passa uno, un altro ancora e via così..
Passano talmente in fretta, gli anni, che a venticinque appena compiuti mi sento vecchia, sento che fra poco ne avrò trenta, poi quaranta, poi Clara sarà donna a sua volta..e io non avrò che il ricordo di averla partorita da giovane, il ricordo di avermi fatta ridere tanto (perché è così buffa che farne un fumetto sarebbe troppo poco), di averla vista crescere senza accorgermene.
Ecco, il mio proposito primo per l'anno venturo sarà quello di fare attenzione ad ogni minimo evolvere di mia figlia, ad ogni gesto e ad ogni suono che emetterà in più.
Senza tralasciare nulla, che a "non ricordare" ci vuole un attimo..basta non accorgersene.
Auguro un buon anno nuovo a voi che leggete queste poche righe e a tutto il mondo, comunque.
Visualizzazione post con etichetta feste. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta feste. Mostra tutti i post
sabato 24 dicembre 2011
SI RICOMINCIA
mercoledì 14 dicembre 2011
Di cinema e vita
Di Midnight in Paris mi è piaciuto il viaggio nel tempo.
Per me, che ho sempre pensato di essere nata nell'epoca sbagliata, è stato bellissimo.
Mi sono riconosciuta nello sbalzo temporale di mezzanotte, perché ho visto "scorrere" i personaggi da me sempre amati (anche se non tutti), perché ho visto acconciature e abiti meravigliosi, perché ho visto la Parigi che mia nonna ha vissuto (troppo giovane) e che avrei voluto vivere io.
Per me, che ho sempre pensato di essere nata nell'epoca sbagliata, è stato bellissimo.
Mi sono riconosciuta nello sbalzo temporale di mezzanotte, perché ho visto "scorrere" i personaggi da me sempre amati (anche se non tutti), perché ho visto acconciature e abiti meravigliosi, perché ho visto la Parigi che mia nonna ha vissuto (troppo giovane) e che avrei voluto vivere io.
martedì 16 agosto 2011
Vento d'estate
E adesso, dopo un mese e mezzo di mare, dopo i vari festeggiamenti, dopo aver finito l'unguento solare (e non avere intenzione di comprarne altro), dopo aver fatto passare l'ennesima estate senza feste e discoteche, dopo non aver visto nessun vip a Milano Marittima, dopo aver visto che Cervia è sempre uguale, beh, adesso posso dire che ha preso avvio la fase calante, quella in cui il mare non ha più niente di poetico, quella in cui non sento più i profumi di grigliate di pesce ma solo il puzzo di letame che arriva dai campi circostanti.
La fase calante, quella in cui l'estate comincia a starmi ben stretta (per non dire ampiamente sul cazzo).
La fase calante, quella in cui l'estate comincia a starmi ben stretta (per non dire ampiamente sul cazzo).
mercoledì 20 luglio 2011
eVENTI d'estate
A dire il vero ci stavo pensando già da un po'...
E' che mi manca una serata romana di vicoli e luci, di suoni rimbalzati di posate e stoviglie, di tavolini di bar, di "parliamo di qualcosa, dai...", di tacchi sui sampietrini nella notte, di baci estivi al rientro in una casa magicamente silenziosa.
Ne avrei proprio voglia, di una serata d'estate romana.
E' che mi manca una serata romana di vicoli e luci, di suoni rimbalzati di posate e stoviglie, di tavolini di bar, di "parliamo di qualcosa, dai...", di tacchi sui sampietrini nella notte, di baci estivi al rientro in una casa magicamente silenziosa.
Ne avrei proprio voglia, di una serata d'estate romana.
martedì 5 luglio 2011
In una società come questa
Che poi forse dovrei pure smettere di pensarci.
Forse non dovrei essere negativamente sorpresa, come dice Mario..tanto lo sapevo già come funzionano questi sistemi.
Ma l'ingratitudine non fa altro che urtarmi maggiormente, così come il tirare a sopravvivere onestamente di tanti davanti a questo schifo e le discriminazioni basate sul proprio stato di famiglia.
Perciò continuo a pensarci, sempre più convinta che fare giustizia sia così necessario e urgente quanto mai prima.
Forse non dovrei essere negativamente sorpresa, come dice Mario..tanto lo sapevo già come funzionano questi sistemi.
Ma l'ingratitudine non fa altro che urtarmi maggiormente, così come il tirare a sopravvivere onestamente di tanti davanti a questo schifo e le discriminazioni basate sul proprio stato di famiglia.
Perciò continuo a pensarci, sempre più convinta che fare giustizia sia così necessario e urgente quanto mai prima.
mercoledì 4 maggio 2011
Impressioni di maggio
Ieri siamo tornati dalla vacanza post-pasquale a Sanremo.
Sanremo la nostra, quella del sole, del vento e di un lungomare tranquillo.
Una vacanza costruttiva per Clara, giorni in cui è cresciuta tantissimo.
C'è stato il Primo Maggio, di mezzo. Un primo Primo Maggio con Clara fra le braccia.
E, di Primo Maggio, lei ha fatto il suo primo bagno in piscina. Un doppio bagno, per l'esattezza: uno con salvagente e uno aggrappata a mamma e papà.
Io, da parte mia, ho festeggiato salutando il ritorno del ciclo mestruale dopo mesi, dalla volta di quel famoso capoparto.
Mamma mia che barba, si stava così meglio senza.
Nel frattempo sembra sia morto Bin Laden. Io non so, nemmeno vedendo ci crederò..
La cosa che più mi infastidisce è la stupidità americana dei festeggiamenti.
Che festeggiano? Son tornati in vita, per caso, i loro morti dell'11 settembre?
Poi qualcuno mi ha ricordato che, comunque, gli americani sono quelli della pena di morte, quelli che assistono alle esecuzioni e poi brindano, manco avessero assistito alla cresima della nipotina, tanto per dirne una.
E allora a me fa schifo, posso dirlo?
E' una cultura che mi disgusta spesso, quella americana.
E questa volta non hanno perso occasione.
Sanremo la nostra, quella del sole, del vento e di un lungomare tranquillo.
Una vacanza costruttiva per Clara, giorni in cui è cresciuta tantissimo.
C'è stato il Primo Maggio, di mezzo. Un primo Primo Maggio con Clara fra le braccia.
E, di Primo Maggio, lei ha fatto il suo primo bagno in piscina. Un doppio bagno, per l'esattezza: uno con salvagente e uno aggrappata a mamma e papà.
Io, da parte mia, ho festeggiato salutando il ritorno del ciclo mestruale dopo mesi, dalla volta di quel famoso capoparto.
Mamma mia che barba, si stava così meglio senza.
Nel frattempo sembra sia morto Bin Laden. Io non so, nemmeno vedendo ci crederò..
La cosa che più mi infastidisce è la stupidità americana dei festeggiamenti.
Che festeggiano? Son tornati in vita, per caso, i loro morti dell'11 settembre?
Poi qualcuno mi ha ricordato che, comunque, gli americani sono quelli della pena di morte, quelli che assistono alle esecuzioni e poi brindano, manco avessero assistito alla cresima della nipotina, tanto per dirne una.
E allora a me fa schifo, posso dirlo?
E' una cultura che mi disgusta spesso, quella americana.
E questa volta non hanno perso occasione.
sabato 30 aprile 2011
They Love Reality
Le uniche cose divertenti, se poi così si può dire, dello sposare un reale non avendo origini (e tradizioni) nobili sono:
a) che nelle foto della cerimonia sembrerai Cenerentola, proprio come nel cartone animato che guardavi da bambina. E ti divertirai per questo, perché penserai "caspita, l'ho fatto pure io";
b) i quattrini a disposizione. Ma su questo punto andrei un po' più cauta..perché, dopo la conoscenza del patto prematrimoniale, non so quanto Kate Middleton sarà libera di spendere (e farsi gli affari suoi);
c) ultimo, ma non meno importante, il fatto che i due possano davvero amarsi.
Che, poi, si fa sempre fatica a dire, in questi casi, che lei possa davvero amare lui.
Cioè, lei è inglese, lui è il futuro Re d'Inghilterra, con uno stuolo di ragazzette pronte a "prenderselo" in sposo..figurarsi se lei, una volta sentito l'interesse suo, possa veramente aver pensato di tirarsi indietro, per un qualsiasi motivo.
Ma chissà, magari si amano davvero. O lei è un'opportunista fortunata, tra tante: la storia del picco d'iscrizioni all'Università Saint Andrews, da parte di ragazze, dopo la notizia che William si sarebbe iscritto lì, fa veramente ridere.
Fa ridere salvo, poi, come diceva bene e male (perché dava all'idea un'impronta troppo maschilista) ieri Sallusti a Pomeriggio Cinque, far riflettere sul fascino e sull'aura magica che ancora la monarchia (dove ha una qualche importanza) esercita.
Reagala quell'atmosfera da, appunto, Cenerentola o Bella addormentata nel bosco che, nell'immaginario collettivo di madri e figlie, funziona eccome.
Così vi auguro buona Kate a tutte, confessando che, un matrimonio come quello, l'avrei odiato (e di certo l'avrà odiato pure la vera Kate, se è normale) dal profondo.
a) che nelle foto della cerimonia sembrerai Cenerentola, proprio come nel cartone animato che guardavi da bambina. E ti divertirai per questo, perché penserai "caspita, l'ho fatto pure io";
b) i quattrini a disposizione. Ma su questo punto andrei un po' più cauta..perché, dopo la conoscenza del patto prematrimoniale, non so quanto Kate Middleton sarà libera di spendere (e farsi gli affari suoi);
c) ultimo, ma non meno importante, il fatto che i due possano davvero amarsi.
Che, poi, si fa sempre fatica a dire, in questi casi, che lei possa davvero amare lui.
Cioè, lei è inglese, lui è il futuro Re d'Inghilterra, con uno stuolo di ragazzette pronte a "prenderselo" in sposo..figurarsi se lei, una volta sentito l'interesse suo, possa veramente aver pensato di tirarsi indietro, per un qualsiasi motivo.
Ma chissà, magari si amano davvero. O lei è un'opportunista fortunata, tra tante: la storia del picco d'iscrizioni all'Università Saint Andrews, da parte di ragazze, dopo la notizia che William si sarebbe iscritto lì, fa veramente ridere.
Fa ridere salvo, poi, come diceva bene e male (perché dava all'idea un'impronta troppo maschilista) ieri Sallusti a Pomeriggio Cinque, far riflettere sul fascino e sull'aura magica che ancora la monarchia (dove ha una qualche importanza) esercita.
Reagala quell'atmosfera da, appunto, Cenerentola o Bella addormentata nel bosco che, nell'immaginario collettivo di madri e figlie, funziona eccome.
Così vi auguro buona Kate a tutte, confessando che, un matrimonio come quello, l'avrei odiato (e di certo l'avrà odiato pure la vera Kate, se è normale) dal profondo.
lunedì 4 aprile 2011
Prima primavera
E insomma, le giornate che ci si stanno parando davanti sembrano proprio del tipo di inizio estate. Tant'è che, ce lo dicevamo ieri sera io e Mario uscendo da teatro, c'è nell'aria quel sentore di vacanza, quella luce d'inizio luglio per cui ci si illude di essere in pieno clima vacanziero.
E invece no. Non che a me cambi clamorosamente la vita, salvo il tempo da trascorrere con Mario. E lo dico con un filino di rammarico e con un filone di divertimento.
Oggi pomeriggio, allora, accompagno Clara al pomeriggio di prova del corso MusicaInFasce.
Non ho dubbi che le piacerà e, quindi, mi preparo a iscriverla.
Poi vorrei portarla al mare, un giorno di questi, e starcene a fare i primi giochi con la sabbia.
Anche perché devo prendere la prima tintarella dell'anno.
Ho il problema di non sentirmi del tutto a mio agio in questa mezza stagione. Perché le mie potenzialità d'abbronzatura sono degne del più scuro nordafricano, e cominciare a mettere abiti più leggeri e corti, quando ancora mi sento pallida, mi fa intimidire.
Come se le gambe ancora chiare (e pure i piedi) non fossero degne d'essere mostrate.
E invece no. Non che a me cambi clamorosamente la vita, salvo il tempo da trascorrere con Mario. E lo dico con un filino di rammarico e con un filone di divertimento.
Oggi pomeriggio, allora, accompagno Clara al pomeriggio di prova del corso MusicaInFasce.
Non ho dubbi che le piacerà e, quindi, mi preparo a iscriverla.
Poi vorrei portarla al mare, un giorno di questi, e starcene a fare i primi giochi con la sabbia.
Anche perché devo prendere la prima tintarella dell'anno.
Ho il problema di non sentirmi del tutto a mio agio in questa mezza stagione. Perché le mie potenzialità d'abbronzatura sono degne del più scuro nordafricano, e cominciare a mettere abiti più leggeri e corti, quando ancora mi sento pallida, mi fa intimidire.
Come se le gambe ancora chiare (e pure i piedi) non fossero degne d'essere mostrate.
giovedì 24 marzo 2011
Elenco di vita
L'elenco delle cose che voglio fare, nel periodo che va da ora in poi, non è breve.
C'è la proclamazione di laurea che sancisce, di fatto, la fine di un percorso.
C'è lo svezzamento di Clara che va a fasi alterne, per via del fastidio causato dai dentini che spuntano.
C'è il cinema. A partire da questo fine settimana voglio dedicarmici seriamente, andarci ogni volta che posso, senza farmi vincere dalla pigrizia che spesso mi ci fa rinunciare quando, non appena Clara mi concede un attimo di tregua, preferisco restare sul divano a cibarmi un dvd (il più delle volte si tratta di Tutti defunti tranne i morti, che sono arrivata a vedere per l'ennesima volta).
Voglio iniziare un puzzle, anzi voglio iniziarne due: uno per me e Mario e uno per la stanza di Clara. Anche se, curiosando, non è facile trovare i soggetti adatti, pur con la vastità di scelta che c'è.
Voglio ricominciare a leggere libri, cosa che, ultimamente, ho molto trascurato per lo stesso motivo che spesso mi tiene lontana dai cinema.
Voglio aiutare seriamente Giada, una brava fotografa, a realizzare il suo progetto artistico. Cosa che può avere risvolti importanti per lei e per me, lavorativamente parlando.
Voglio iniziare a dare un'occhiata al guardaroba primaverile/estivo, perché a Roma, nei pomeriggi di sole, i giochi al parco con Clara mi fanno già sudare.
Voglio trascorrere l'anniversario mio e di Mario serenamente.
Voglio portare Clara al mare e in campagna.
Devo presentare la domanda per la sua iscrizione all'asilo nido.
Devo portarla al primo appuntamento del corso MusicaInFasce organizzato da Aigam.
Vorrei, poi, portarla in piscina, anche se tutti i centri migliori (cioè più puliti) mi sembrano così fuori mano.
C'è questo e tanto altro.
Voglio riuscire a fare tutto..e non fare l'Andy Warhol della situazione, che aveva tanti impegni, ma ha deciso di restare in casa a tingersi le sopracciglia.
C'è la proclamazione di laurea che sancisce, di fatto, la fine di un percorso.
C'è lo svezzamento di Clara che va a fasi alterne, per via del fastidio causato dai dentini che spuntano.
C'è il cinema. A partire da questo fine settimana voglio dedicarmici seriamente, andarci ogni volta che posso, senza farmi vincere dalla pigrizia che spesso mi ci fa rinunciare quando, non appena Clara mi concede un attimo di tregua, preferisco restare sul divano a cibarmi un dvd (il più delle volte si tratta di Tutti defunti tranne i morti, che sono arrivata a vedere per l'ennesima volta).
Voglio iniziare un puzzle, anzi voglio iniziarne due: uno per me e Mario e uno per la stanza di Clara. Anche se, curiosando, non è facile trovare i soggetti adatti, pur con la vastità di scelta che c'è.
Voglio ricominciare a leggere libri, cosa che, ultimamente, ho molto trascurato per lo stesso motivo che spesso mi tiene lontana dai cinema.
Voglio aiutare seriamente Giada, una brava fotografa, a realizzare il suo progetto artistico. Cosa che può avere risvolti importanti per lei e per me, lavorativamente parlando.
Voglio iniziare a dare un'occhiata al guardaroba primaverile/estivo, perché a Roma, nei pomeriggi di sole, i giochi al parco con Clara mi fanno già sudare.
Voglio trascorrere l'anniversario mio e di Mario serenamente.
Voglio portare Clara al mare e in campagna.
Devo presentare la domanda per la sua iscrizione all'asilo nido.
Devo portarla al primo appuntamento del corso MusicaInFasce organizzato da Aigam.
Vorrei, poi, portarla in piscina, anche se tutti i centri migliori (cioè più puliti) mi sembrano così fuori mano.
C'è questo e tanto altro.
Voglio riuscire a fare tutto..e non fare l'Andy Warhol della situazione, che aveva tanti impegni, ma ha deciso di restare in casa a tingersi le sopracciglia.
martedì 8 marzo 2011
Become the sun
Sarei anche andata, così, per curiosità, a sentire il polpettone di Bersani alle 16.30.
Ma sono al Giardino degli aranci.
Ed è il primo contatto di Clara con un prato (dire che è il primo contatto con l'erba suona male, può essere frainteso).
Si sta così bene.
Credo che di qui non mi schioderà nessuno per un altro po'.
Ma sono al Giardino degli aranci.
Ed è il primo contatto di Clara con un prato (dire che è il primo contatto con l'erba suona male, può essere frainteso).
Si sta così bene.
Credo che di qui non mi schioderà nessuno per un altro po'.
mercoledì 2 marzo 2011
Le mie ragioni
Su, diciamo la verità, il discorso delle dieci ragioni per vivere è una stronzata.
Fosse anche solo per il fatto che l'alternativa al vivere è il nulla.
I motivi validi per vivere sono infiniti, e sono dentro ogni cosa che facciamo, in ogni cosa che ci succede, in ogni sfumatura del nostro essere e in ogni sentimento che riusciamo a provare.
Tutto è sufficiente a dare ragione alla vita, appunto perché l'alternativa è il nulla, è non vivere, non provare, non sperimentare, non ridere e non piangere.
Io trovo che le ragioni per cui sia valsa la pena vivere, fino ad oggi, per me, spazino dalle bravate adolescenziali all'amore che provo per Mario.
Dal primo ricordo che ho della mia vita al sorriso di Clara quando si sveglia.
Dalle domeniche a pranzo a casa dei nonni alle domeniche pomeriggio in discoteca, a quindici anni.
Dalle amicizie, quelle poche e vere, al nostro amico immaginario Oliver, che abbiamo disegnato su quel muro.
Dalla noia alla gioia, dalle risate a crepapelle alle urla di un litigio.
Tutto.
Dalla pizza al tartufo. Dalle melanzane al gorgonzola.
Dal mare alla montagna, passando attraverso la campagna, che in certi pomeriggi di sole è l'ambiente migliore che ci sia.
Dal mio gatto Molly al vecchio cane Bracco.
Dalle scampagnate a raccogliere le castagne alle notti di corse e giochi dentro lo stadio chiuso.
Dalle lezioni universitarie alle feste tra universitari.
Da tutte le persone con cui ho parlato a quelle con cui devo ancora parlare.
Dai piccoli borghi medievali alle grandi metropoli.
Dal libro preferito al film preferito.
Dalle Scuderie del Quirinale al Grand Palais. Da Modigliani a Beardsley.
E così via.
Perché, l'ho detto, non si finisce mai. Non si può finire.
Fosse anche solo per il fatto che l'alternativa al vivere è il nulla.
I motivi validi per vivere sono infiniti, e sono dentro ogni cosa che facciamo, in ogni cosa che ci succede, in ogni sfumatura del nostro essere e in ogni sentimento che riusciamo a provare.
Tutto è sufficiente a dare ragione alla vita, appunto perché l'alternativa è il nulla, è non vivere, non provare, non sperimentare, non ridere e non piangere.
Io trovo che le ragioni per cui sia valsa la pena vivere, fino ad oggi, per me, spazino dalle bravate adolescenziali all'amore che provo per Mario.
Dal primo ricordo che ho della mia vita al sorriso di Clara quando si sveglia.
Dalle domeniche a pranzo a casa dei nonni alle domeniche pomeriggio in discoteca, a quindici anni.
Dalle amicizie, quelle poche e vere, al nostro amico immaginario Oliver, che abbiamo disegnato su quel muro.
Dalla noia alla gioia, dalle risate a crepapelle alle urla di un litigio.
Tutto.
Dalla pizza al tartufo. Dalle melanzane al gorgonzola.
Dal mare alla montagna, passando attraverso la campagna, che in certi pomeriggi di sole è l'ambiente migliore che ci sia.
Dal mio gatto Molly al vecchio cane Bracco.
Dalle scampagnate a raccogliere le castagne alle notti di corse e giochi dentro lo stadio chiuso.
Dalle lezioni universitarie alle feste tra universitari.
Da tutte le persone con cui ho parlato a quelle con cui devo ancora parlare.
Dai piccoli borghi medievali alle grandi metropoli.
Dal libro preferito al film preferito.
Dalle Scuderie del Quirinale al Grand Palais. Da Modigliani a Beardsley.
E così via.
Perché, l'ho detto, non si finisce mai. Non si può finire.
domenica 20 febbraio 2011
Domenica fuori porta
L'orata ai ferri della Trattoria Augusto la sognerò fino a quando non ne mangerò un'altra (ancora da Augusto, ovviamente). Così come i carciofi fritti.
Mai assaggiate cose così ben fatte. Un pesce meraviglioso, e una pastella di sole uova e farina.
E dire che prima d'oggi non conoscevamo il posto, quando un amico ne ha parlato e ci è venuta voglia di prendere il car sharing e andarcene un po' fuori città.
Scelta azzeccatissima.
Posto più che tranquillo, locale spartano, non proprio come i prezzi ma, si sa, il pesce si paga. Con il bel tempo e i primi caldi, poi, viene apparecchiato un ampio spazio esterno, con area giochi per bimbi.
Vale la pena provarlo e tornarci, in quei giorni in cui Roma sta un po' stretta.
Mai assaggiate cose così ben fatte. Un pesce meraviglioso, e una pastella di sole uova e farina.
E dire che prima d'oggi non conoscevamo il posto, quando un amico ne ha parlato e ci è venuta voglia di prendere il car sharing e andarcene un po' fuori città.
Scelta azzeccatissima.
Posto più che tranquillo, locale spartano, non proprio come i prezzi ma, si sa, il pesce si paga. Con il bel tempo e i primi caldi, poi, viene apparecchiato un ampio spazio esterno, con area giochi per bimbi.
Vale la pena provarlo e tornarci, in quei giorni in cui Roma sta un po' stretta.
Etichette:
cibo,
Cose da mamma,
feste,
ricette,
vita
giovedì 17 febbraio 2011
Bordella
http://roma.corriere.it/roma/notizie/arte_e_cultura/11_febbraio_17/dignit-autonome-prostituzione-teatro-deleo-19033108547.shtml
Niente di più attuale.
Niente di più attuale.
lunedì 14 febbraio 2011
Amori
Io festeggio San Valentino nello stesso modo in cui festeggio, ogni giorno, il risveglio accanto all'uomo che amo e accanto a nostra figlia.
Nostra figlia che, ogni giorno, è sempre più innamorata delle cose, innamorata dei sorrisi che le si rivolgono, innamorata dei colori e delle musiche. Clara è una bambina felice e innamorata, per questo auguro un buon San Valentino anche a lei.
E a Mario, che ha accettato di condividere con me la ricerca verso la completezza, prometto e auguro di amarci, così, altri cent'anni.
Nostra figlia che, ogni giorno, è sempre più innamorata delle cose, innamorata dei sorrisi che le si rivolgono, innamorata dei colori e delle musiche. Clara è una bambina felice e innamorata, per questo auguro un buon San Valentino anche a lei.
E a Mario, che ha accettato di condividere con me la ricerca verso la completezza, prometto e auguro di amarci, così, altri cent'anni.
venerdì 4 febbraio 2011
Una piccola vacanza
E va bene, quando vengono i miei a trovarmi a Roma c'è una cosa che mi piace particolarmente: posso anche permettermi di non sentire, nel sonno, mia figlia che piange.
E' proprio un sollievo pensare a come mi senta più libera di riposarmi, sapendo che tanto ci pensano loro, se dovesse svegliarsi e piangere. La vivo come fosse una piccola vacanza, anche da me stessa.
Ogni tanto ci vuole.
Se no, poi, mi ritrovo come l'altra notte, ad allattarla ai piedi del suo lettino, mentre probabilmente stavo dormendo da in piedi.
Che, poverina, è tanto buona ma, la notte, sembra che il suo pancino diventi una voragine, e mangia, mangia, mangia...
Sorge spontaneo un dubbio: da chi avrà preso?
Mario, ti amo.
E' proprio un sollievo pensare a come mi senta più libera di riposarmi, sapendo che tanto ci pensano loro, se dovesse svegliarsi e piangere. La vivo come fosse una piccola vacanza, anche da me stessa.
Ogni tanto ci vuole.
Se no, poi, mi ritrovo come l'altra notte, ad allattarla ai piedi del suo lettino, mentre probabilmente stavo dormendo da in piedi.
Che, poverina, è tanto buona ma, la notte, sembra che il suo pancino diventi una voragine, e mangia, mangia, mangia...
Sorge spontaneo un dubbio: da chi avrà preso?
Mario, ti amo.
lunedì 10 gennaio 2011
Era cominciato bene il 2011, a Parigi non faceva nemmeno freddo. Poi, però, in via dei Colli Portuensi...
La solidarietà è importante.
E così ringrazio a nome mio e, soprattutto, di Mario quanti ne hanno dimostrata dopo il verificarsi dello spiacevole episodio.
Episodio violento, vile e stupido. Perché la violenza è tale. Ed è da condannare.
Non ho molto altro da aggiungere oltre a quello che Mario ha già ben spiegato sulla sua pagina Facebook.
E ha raccontato tutto molto bene, con la lucidità che il turbamento dell'aver subito un gesto simile avrebbe potuto far venire meno.
Ma, d'altra parte, Mario è Mario.
Questo implica il suo aver due palle di marmo e la capacità di trovare forza sempre nuova, figlia di ogni ostacolo e di ogni gioia allo stesso tempo. Implica il suo avere due figlie splendide che non gli fanno mai perdere il sorriso, nemmeno quando rientra a casa nella notte, con un occhio gonfio, riferendo di essere stato aggredito.
Mario è Mario anche perché ha tutto questo e, come è stato dimostrato, ha un seguito di persone che lo stimano, lo sostengono e gli regalano entusiasmo.
Ho letto, poi, la mail che il padre del ragazzo colpevole ha scritto a Mario.
Sembra una persona perbene, molto dispiaciuta per l'accaduto.
E, dispiaciuti, lo siamo pure noi. Perché il problema è di quel ragazzo, e dei suoi amici, che a quindici anni pensano di poter agire in un modo simile, in un sabato sera come un altro, anziché andare al cinema.
C'è un problema diffuso di educazione, il cui concetto forse sta andando un po' perdendosi nella giungla di questa umanità.
E' un problema che riguarda tutti, nessuno escluso. Adolescenti e adulti.
Poi, essendo stato un fine settimana casalingo, di convalescenza per tutta la famiglia (oltre alle botte prese da Mario c'è un principio di influenza mio e qualche linea di febbre a Clara), ho avuto tempo per pensare a quando si dice di qualcuno che è stupido.
Perché ho pensato che oltre al fattore educazione si debba tenere conto anche di quello stupidità.
Stupidità che è elemento base di quanto accaduto a Mario e anche di tanto altro che quotidianamente ci succede intorno.
Stupidità che, ancora una volta, riguarda tutti e appartiene all'essere umano più di quanto non si pensi. Perché l'uomo si sopravvaluta e non si conosce abbastanza.
Così è anche per al cattiveria, presente e latente in ognuno di noi.
E' brutto quello che è successo. Mi sono spaventata, perciò si immagini quanto possa essersi spaventato Mario. Mi sono rammaricata del fatto che se io e Clara fossimo state con lui probabilmente non sarebbe successo nulla.
Si rifletta tutti sul perché sia potuto accadere qualcosa di simile.
Ho pensato da genitore, forse per la prima volta seriamente.
Perché quando tuo figlio può anche solo pensare di agire così, vuol dire che l'impegno che si è preso mettendolo al mondo è fallito.
E così ringrazio a nome mio e, soprattutto, di Mario quanti ne hanno dimostrata dopo il verificarsi dello spiacevole episodio.
Episodio violento, vile e stupido. Perché la violenza è tale. Ed è da condannare.
Non ho molto altro da aggiungere oltre a quello che Mario ha già ben spiegato sulla sua pagina Facebook.
E ha raccontato tutto molto bene, con la lucidità che il turbamento dell'aver subito un gesto simile avrebbe potuto far venire meno.
Ma, d'altra parte, Mario è Mario.
Questo implica il suo aver due palle di marmo e la capacità di trovare forza sempre nuova, figlia di ogni ostacolo e di ogni gioia allo stesso tempo. Implica il suo avere due figlie splendide che non gli fanno mai perdere il sorriso, nemmeno quando rientra a casa nella notte, con un occhio gonfio, riferendo di essere stato aggredito.
Mario è Mario anche perché ha tutto questo e, come è stato dimostrato, ha un seguito di persone che lo stimano, lo sostengono e gli regalano entusiasmo.
Ho letto, poi, la mail che il padre del ragazzo colpevole ha scritto a Mario.
Sembra una persona perbene, molto dispiaciuta per l'accaduto.
E, dispiaciuti, lo siamo pure noi. Perché il problema è di quel ragazzo, e dei suoi amici, che a quindici anni pensano di poter agire in un modo simile, in un sabato sera come un altro, anziché andare al cinema.
C'è un problema diffuso di educazione, il cui concetto forse sta andando un po' perdendosi nella giungla di questa umanità.
E' un problema che riguarda tutti, nessuno escluso. Adolescenti e adulti.
Poi, essendo stato un fine settimana casalingo, di convalescenza per tutta la famiglia (oltre alle botte prese da Mario c'è un principio di influenza mio e qualche linea di febbre a Clara), ho avuto tempo per pensare a quando si dice di qualcuno che è stupido.
Perché ho pensato che oltre al fattore educazione si debba tenere conto anche di quello stupidità.
Stupidità che è elemento base di quanto accaduto a Mario e anche di tanto altro che quotidianamente ci succede intorno.
Stupidità che, ancora una volta, riguarda tutti e appartiene all'essere umano più di quanto non si pensi. Perché l'uomo si sopravvaluta e non si conosce abbastanza.
Così è anche per al cattiveria, presente e latente in ognuno di noi.
E' brutto quello che è successo. Mi sono spaventata, perciò si immagini quanto possa essersi spaventato Mario. Mi sono rammaricata del fatto che se io e Clara fossimo state con lui probabilmente non sarebbe successo nulla.
Si rifletta tutti sul perché sia potuto accadere qualcosa di simile.
Ho pensato da genitore, forse per la prima volta seriamente.
Perché quando tuo figlio può anche solo pensare di agire così, vuol dire che l'impegno che si è preso mettendolo al mondo è fallito.
giovedì 30 dicembre 2010
Mi piacciono le feste perché rendono la città un po' meno piena
E comunque Roma, questa mattina, era davvero splendida.
Semideserta fino alle dieci. Incredibile e bellissimo.
Ho scoperto la nuova libreria Fandango in via dei Prefetti, con annesso bar e connessa al wifi gratuito della Provincia.
Mi piace perché posso portare Clara a spasso, farla addormentare e poi venire qui con lei a studiare, a leggere. E, qui dentro, c'è un clima tropicale che consente la canottiera anche a gennaio.
Magnifico.
Semideserta fino alle dieci. Incredibile e bellissimo.
Ho scoperto la nuova libreria Fandango in via dei Prefetti, con annesso bar e connessa al wifi gratuito della Provincia.
Mi piace perché posso portare Clara a spasso, farla addormentare e poi venire qui con lei a studiare, a leggere. E, qui dentro, c'è un clima tropicale che consente la canottiera anche a gennaio.
Magnifico.
Cronache di Natale
E così siamo tornati a casa.
Gli auguri li abbiamo fatti tutti i parenti, e a quasi tutti gli amici.
Gli auguri li abbiamo fatti tutti i parenti, e a quasi tutti gli amici.
L'altro ieri sono andata a farmi la piega dai parrucchieri cinesi che, essendo parrucchieri cinesi, lavorano anche il lunedì.
Sono bravi, e seri. Non fiatano, lavorano e basta. Probabilmente perché non sono in grado di sostenere la conversazione in italiano.
Ma comunque è qualcosa che apprezzo, visto che non sopporto le chiacchiere forzate che ci si ritrova a fare generalmente dalle parrucchiere nostrane.
Soprattutto, il taglio (con shampoo e piega) costa dodici euro, e i prodotti che usano non sono cinesi ma quelli fra i più comuni tra i coiffeurs europei.
Abbiamo visto il buon vecchio cinepanettone dell'anno (quello del Natale in Sudafrica..), addirittura uno dei peggiori tra gli ultimi, secondo me. C'è Belen Rodriguez, che è una meraviglia della natura. Ma mi è balenata in mente la convinzione che se la bella Belen misurasse, in altezza, dieci centimetri in meno sarebbe un mostro. Ha dei lineamenti talmente importanti che possono risplendere solo se su una struttura forte e slanciata.
Poi, mi sono presa una pausa dal mondo. Me ne sono davvero disinteressata, del mondo.
Non sono, comunque, arrivata in ritardo sulla scomparsa di Isabelle Caro, la povera ragazza anoressica che pochi anni fa posò per Oliviero Toscani e che, di anoressia, ci è morta.
Avevo (ho, ma non ricordo più dove) il libro in cui lei racconta la sua storia, in cui ci sono tutte le foto della campagna fatta con il famoso fotografo, in cui sono raccolte le varie critiche ricevute dalla stampa e in cui sono raccolte le email (in larga parte di insulti) ricevute da Toscani in merito al lavoro svolto.
E' un libro che parla di una ragazza, morta ora, a ventotto anni, che racconta una storia come tante.
Si, perché sono tante. Non faccio moralismi, perché questa patologia l'ho sfiorata con mano, e la via di guarigione forse nemmeno esiste. Spesso non dipende nemmeno da chi ne è vittima. Spesso puoi essere aiutato solo dalla forza di qualcuno che ti è accanto. E' una forma di dipendenza, come il fumo, come l'alcool, come altre forme di droghe.
Mi dispiace per questa ragazza come sono dispiaciuta per le vite di tante altre ragazze e altri ragazzi. E sono, troppo spesso, morti annunciate cui non si è voluto dare ascolto.
Poi, che altro è successo?
Berlusca continua a ripetere le stesse identiche cose.
Letta annuncia che Napoli sarà pulita entro la fine del 2010. La fine del 2010?! Ma è dopodomani. Cos'è, uno scherzo? Non lo sanno che Carnevale cade in febbraio?!
Da ieri pomeriggio, poi, è scomparsa un'altra quindicenne. Sembra che lo facciano apposta.
Infine, vorrei capire perché Aldo Grasso si sta sprecando a tessere lodi del "nuovo" Kalispera di Alfonso Signorini. L'ho visto, giusto una puntata, e sintetizzo così: non si può guardare. E' un Verissimo notturno, in versione isterica. Insopportabile.
Mentre scrivo guardo un film che consiglio, Il fratello più furbo di Sherlock Hlomes, lo humor è quello che piace a me e si tratta di una commedia piuttosto demenziale.
Abbiamo visto il buon vecchio cinepanettone dell'anno (quello del Natale in Sudafrica..), addirittura uno dei peggiori tra gli ultimi, secondo me. C'è Belen Rodriguez, che è una meraviglia della natura. Ma mi è balenata in mente la convinzione che se la bella Belen misurasse, in altezza, dieci centimetri in meno sarebbe un mostro. Ha dei lineamenti talmente importanti che possono risplendere solo se su una struttura forte e slanciata.
Poi, mi sono presa una pausa dal mondo. Me ne sono davvero disinteressata, del mondo.
Non sono, comunque, arrivata in ritardo sulla scomparsa di Isabelle Caro, la povera ragazza anoressica che pochi anni fa posò per Oliviero Toscani e che, di anoressia, ci è morta.
Avevo (ho, ma non ricordo più dove) il libro in cui lei racconta la sua storia, in cui ci sono tutte le foto della campagna fatta con il famoso fotografo, in cui sono raccolte le varie critiche ricevute dalla stampa e in cui sono raccolte le email (in larga parte di insulti) ricevute da Toscani in merito al lavoro svolto.
E' un libro che parla di una ragazza, morta ora, a ventotto anni, che racconta una storia come tante.
Si, perché sono tante. Non faccio moralismi, perché questa patologia l'ho sfiorata con mano, e la via di guarigione forse nemmeno esiste. Spesso non dipende nemmeno da chi ne è vittima. Spesso puoi essere aiutato solo dalla forza di qualcuno che ti è accanto. E' una forma di dipendenza, come il fumo, come l'alcool, come altre forme di droghe.
Mi dispiace per questa ragazza come sono dispiaciuta per le vite di tante altre ragazze e altri ragazzi. E sono, troppo spesso, morti annunciate cui non si è voluto dare ascolto.
Poi, che altro è successo?
Berlusca continua a ripetere le stesse identiche cose.
Letta annuncia che Napoli sarà pulita entro la fine del 2010. La fine del 2010?! Ma è dopodomani. Cos'è, uno scherzo? Non lo sanno che Carnevale cade in febbraio?!
Da ieri pomeriggio, poi, è scomparsa un'altra quindicenne. Sembra che lo facciano apposta.
Infine, vorrei capire perché Aldo Grasso si sta sprecando a tessere lodi del "nuovo" Kalispera di Alfonso Signorini. L'ho visto, giusto una puntata, e sintetizzo così: non si può guardare. E' un Verissimo notturno, in versione isterica. Insopportabile.
Mentre scrivo guardo un film che consiglio, Il fratello più furbo di Sherlock Hlomes, lo humor è quello che piace a me e si tratta di una commedia piuttosto demenziale.
giovedì 23 dicembre 2010
Ah, c'est parfait
E così torno a Parigi. Torno nel senso che ci torniamo, io e Mario, e la piccola topina, che andrà ovviamente per la prima volta.
Torno a Parigi, città che mi è piaciuta, in quell'unica volta che ci sono stata, in gita scolastica.
Ma non si pensi alla gita scolastica classica.
Per una combinazione fortunata di professori e una combinazione particolare di noi alunni, quella non è stata una gita. E' stata più divertente di quello che sarebbe stato un puro viaggio di piacere. Cosa che poi fu anche per il viaggio d'istruzione dell'anno seguente, a Barcellona.
Parigi.
Città che, quella volta, aveva saputo accogliere bene e dare proprio habitat alle malinconie che mi avevano accompagnata.
Era freddo, e questa volta lo sarà ancora di più, ma quegli odori di cibi d'ogni tipo che viaggiano dappertutto, nella metropoli, tengono compagnia
Città che ottantasei anni fa ha visto nascere mia nonna, da genitori italiani. Città che le è sempre rimasta nel cuore e di cui, nonostante tutto, ha continuato ad avere una forte nostalgia.
Ora, Parigi, città che si traveste da gran bel regalo e splendida idea, che Mario ha avuto.
Torno a Parigi, città che mi è piaciuta, in quell'unica volta che ci sono stata, in gita scolastica.
Ma non si pensi alla gita scolastica classica.
Per una combinazione fortunata di professori e una combinazione particolare di noi alunni, quella non è stata una gita. E' stata più divertente di quello che sarebbe stato un puro viaggio di piacere. Cosa che poi fu anche per il viaggio d'istruzione dell'anno seguente, a Barcellona.
Parigi.
Città che, quella volta, aveva saputo accogliere bene e dare proprio habitat alle malinconie che mi avevano accompagnata.
Era freddo, e questa volta lo sarà ancora di più, ma quegli odori di cibi d'ogni tipo che viaggiano dappertutto, nella metropoli, tengono compagnia
Città che ottantasei anni fa ha visto nascere mia nonna, da genitori italiani. Città che le è sempre rimasta nel cuore e di cui, nonostante tutto, ha continuato ad avere una forte nostalgia.
Ora, Parigi, città che si traveste da gran bel regalo e splendida idea, che Mario ha avuto.
sabato 18 dicembre 2010
Aria di festa
E così sono tornata a Roma in veste di quasi laureata e con un nuovo taglio di capelli.
Niente di clamoroso, il taglio, ma questo ultimo esame è stato superato come si supera l'asta del salto in alto.
Qui l'asta si era alzata un pochino, preparare l'esame con Clara in braccio non è stato facile e tornare su dai miei qualche giorno prima è servito.
Ora, pensavo, è proprio vero che le illusioni hanno la capacità di vincolare le nostre percezioni in modo incredibile: Adesso che, da nemmeno una settimana, non ho più esami universitari da studiare mi sento come se avessi tanto tempo a disposizione in più, per me.
In realtà sì, ho studiato, ma mai tanto da privarmi altri svaghi.
Forse, più che altro, immagino poter riuscire a fare una cosa che, almeno negli ultimi tre anni, avevo accantonato: leggere libri scelti da me.
Probabilmente perché ho avuto tanto da leggere per gli esami ho trascurato l'aspetto di piacere della lettura, quella curiosità che porta automaticamente verso un libro, andare in biblioteca e scegliere tra ciò che è esposto così, a caso ma con un certo intuito.
In fin dei conti, è come se mi sentissi un po' in vacanza.
Poi, devo dire che questa Roma vestita di lucine natalizie mi ha sedotta e non poco.
Ieri facevo caso ai fili di luci che attraversano via del Gesù e circondario. Sono proprio belle decorazioni. Ma io sono di quelli che questo tipo di addobbi li terrebbe esposti tutto l'anno. E sono proprio io che, da bambina e anche da ragazzina, mi sarei voluta trasferire in Alto Adige perché è bello e perché pensavo che lì, con la neve e gli scarponi da sci, il Natale fosse un po' più vero. Vai a capire perché...
La cosa più tenera, quest'anno, è che sarà il primo Natale di Clara. Non so come funziona ma, forse, quest'altro anno avanzerà già pretese sui doni che Babbo Natale potrà portarle..
Comunque sia c'ha già pensato (Babbo Natale) e per lei c'è già un bel pacchetto sotto l'albero. Non vedo l'ora di aprirglielo..
Così, questa, sarà la sua prima festa.
Niente di clamoroso, il taglio, ma questo ultimo esame è stato superato come si supera l'asta del salto in alto.
Qui l'asta si era alzata un pochino, preparare l'esame con Clara in braccio non è stato facile e tornare su dai miei qualche giorno prima è servito.
Ora, pensavo, è proprio vero che le illusioni hanno la capacità di vincolare le nostre percezioni in modo incredibile: Adesso che, da nemmeno una settimana, non ho più esami universitari da studiare mi sento come se avessi tanto tempo a disposizione in più, per me.
In realtà sì, ho studiato, ma mai tanto da privarmi altri svaghi.
Forse, più che altro, immagino poter riuscire a fare una cosa che, almeno negli ultimi tre anni, avevo accantonato: leggere libri scelti da me.
Probabilmente perché ho avuto tanto da leggere per gli esami ho trascurato l'aspetto di piacere della lettura, quella curiosità che porta automaticamente verso un libro, andare in biblioteca e scegliere tra ciò che è esposto così, a caso ma con un certo intuito.
In fin dei conti, è come se mi sentissi un po' in vacanza.
Poi, devo dire che questa Roma vestita di lucine natalizie mi ha sedotta e non poco.
Ieri facevo caso ai fili di luci che attraversano via del Gesù e circondario. Sono proprio belle decorazioni. Ma io sono di quelli che questo tipo di addobbi li terrebbe esposti tutto l'anno. E sono proprio io che, da bambina e anche da ragazzina, mi sarei voluta trasferire in Alto Adige perché è bello e perché pensavo che lì, con la neve e gli scarponi da sci, il Natale fosse un po' più vero. Vai a capire perché...
La cosa più tenera, quest'anno, è che sarà il primo Natale di Clara. Non so come funziona ma, forse, quest'altro anno avanzerà già pretese sui doni che Babbo Natale potrà portarle..
Comunque sia c'ha già pensato (Babbo Natale) e per lei c'è già un bel pacchetto sotto l'albero. Non vedo l'ora di aprirglielo..
Così, questa, sarà la sua prima festa.
Iscriviti a:
Post (Atom)