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venerdì 3 giugno 2011

Bella la mia pisella

Quanto mi piace uscire la mattina presto, con Clara, e andare a prenderle una sogliola buona, che lei poi divorerà insieme a una montagna di carotine lessate.
E a fine pasto, vederla camminare per tutta la casa appoggiandosi (con una mano sola!) al suo triciclo, è una soddisfazione che riempie il cuore.
Quanto ti amo, bambina mia.

lunedì 9 maggio 2011

Ordine del giorno

Lasciata Clara all'asilo volevo trovare un dentista, per il mio dente del giudizio sinistro.
Nonostante il gonfiore sia quasi scomparso rimane il dolore.
E allora mi sono messa a cercare un dentista tre Piazzale Clodio e via della Giuliana.
La zona ne è piena. Ogni due portoni ho trovato uno studio odontoiatrico.
Erano le 9.30, su per giù.
Ci fosse stato un medico in studio!!
Qui a Roma, voi romani, avete il difetto/pregio di non fare un accidente fino a una certa ora..
Così ho aspettato un po', tra uno studio e l'altro. Ma oggi c'è un vento carico di polline che anche chi non è allergico lo diventa.
Allora ho desistito e me ne sono tornata a casa.

Per il resto, preleverò Clara un po' prima del solito dall'asilo, per portarla al corso di musicainfasce, poi andrò da IoBimbo, per cercare una scorta di latte Mellin (quello artificiale che lei si è finalmente degnata di iniziare a bere, in cambio della permanenza in vita di sua madre) in vista della trasferta a Barcellona dove, il call center di Mellin, mi ha detto che non troverò i loro prodotti..mannaggia!!
In serata prevedo la proiezione, in soggiorno, di Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni del magico Woody.
Mi hanno detto non essere un gran capolavoro, ma né io né Marius l'abbiamo visto.
Perciò..buona giornata a tutti!

mercoledì 13 aprile 2011

I cambi di stagione

Ieri è stata una bella giornata di sole e vento.
Clara è andata, per la prima volta, all'asilo.
Ne abbiamo trovato uno che circa la flessibilità oraria è imbattibile.
Praticamente paghi solo le ore che fai.
Lei si è divertita e io non ne avevo dubbi.
Oggi l'ho accompagnata per il secondo giorno. Speriamo si replichi.
Anche se poi, quando torno a casa, sento di non aver ancora metabolizzato questo "distacco".
Mi chiedo se ne valga la pena, se debba sentirmi una madre degenere perché lascio mia figlia in un asilo per avere qualche ora di solitudine per me, per la spesa, per la casa e, se vuole, per Mario.
D'altra parte non è in mezzo a una strada, ma con degli altri bambini, che perora sono la sua passione.
E' così socievole che, al di là del mio "egoismo" nel lasciarla lì, sono sicura che sia una scelta importante e positiva soprattutto per lei.
Però quei dubbi mi vengono comunque.
Che dire?
Proviamo a vedere se regge la sua socialità. Io intanto preparo una crema di fagioli con frutti di mare.
Volevo prepararla con, in sottofondo, Tutti defunti tranne i morti ma non ho trovato il dvd. E allora la preparo con Branduardi, che fa sempre bene.

giovedì 7 aprile 2011

Oggi

E Ada è un nome che mi è sempre piaciuto tanto. Da quando guardavo a ripetizione I Misteri Della Giungla Nera, da piccolina, dove la figlia dell'ufficiale inglese si chiama, appunto, Ada.
Quanto era (è) bella quella ragazzina bionda con il tika sulla fronte, rapita dalla setta dei Thugs e costretta divenirne la sacerdotessa.
Tutto ciò perché avevo detto che questa mattina avrei portato Clara (che se suo padre non si fosse chiamato Adinolfi lei si sarebbe chiamata Ada) al parco di Villa Ada.
E invece abbiamo fatto un picnic nel parco di Villa Borghese e passeggiato con Flaminia e il suo cucciolo Matisse.
Bella giornata, anche se ora la casa mi aspetta per essere ripulita da cima a fondo.
Sarei andata al cinema a vedere Il cigno nero, mentre Clara sta con la nonna paterna, ma le lavatrici da fare sono troppe, così come le stoviglie nel lavello.

Buon proseguimento a tutti.

sabato 2 aprile 2011

Km 0

Andateci, e comprate la crema di carciofi dell'Azienda Agricola Biologica Agr. Api. Bio.
Assaggiarla equivale ad addentare un cuore di carciofo.

mercoledì 23 marzo 2011

Sensazioni

C'è questa cosa assurda per cui, ogni volta che lavo una melanzana, mi sembra di accarezzare il manto di una balena.


Ma ha la buccia così liscia e lucida.
Sono pazza?

giovedì 3 marzo 2011

Fuori di "taste"

Mmh..
Da leccarsi le dita!


Anche perché Davide Paolini è uno dei più simpatici e meno ingessati esperti di gusto che ci siano.

mercoledì 2 marzo 2011

Le mie ragioni

Su, diciamo la verità, il discorso delle dieci ragioni per vivere è una stronzata.
Fosse anche solo per il fatto che l'alternativa al vivere è il nulla.
I motivi validi per vivere sono infiniti, e sono dentro ogni cosa che facciamo, in ogni cosa che ci succede, in ogni sfumatura del nostro essere e in ogni sentimento che riusciamo a provare.
Tutto è sufficiente a dare ragione alla vita, appunto perché l'alternativa è il nulla, è non vivere, non provare, non sperimentare, non ridere e non piangere.
Io trovo che le ragioni per cui sia valsa la pena vivere, fino ad oggi, per me, spazino dalle bravate adolescenziali all'amore che provo per Mario.
Dal primo ricordo che ho della mia vita al sorriso di Clara quando si sveglia.
Dalle domeniche a pranzo a casa dei nonni alle domeniche pomeriggio in discoteca, a quindici anni.
Dalle amicizie, quelle poche e vere, al nostro amico immaginario Oliver, che abbiamo disegnato su quel muro.
Dalla noia alla gioia, dalle risate a crepapelle alle urla di un litigio.
Tutto.
Dalla pizza al tartufo. Dalle melanzane al gorgonzola.
Dal mare alla montagna, passando attraverso la campagna, che in certi pomeriggi di sole è l'ambiente migliore che ci sia.
Dal mio gatto Molly al vecchio cane Bracco.
Dalle scampagnate a raccogliere le castagne alle notti di corse e giochi dentro lo stadio chiuso.
Dalle lezioni universitarie alle feste tra universitari.
Da tutte le persone con cui ho parlato a quelle con cui devo ancora parlare.
Dai piccoli borghi medievali alle grandi metropoli.
Dal libro preferito al film preferito.
Dalle Scuderie del Quirinale al Grand Palais. Da Modigliani a Beardsley.
E così via.
Perché, l'ho detto, non si finisce mai. Non si può finire.

mercoledì 23 febbraio 2011

Cardi a merenda

Cavoli, perché quando cucino qualcosa (in questo caso la cena) non riesco praticamente mai a non spiluccare di qua e di là?

domenica 20 febbraio 2011

Domenica fuori porta

L'orata ai ferri della Trattoria Augusto la sognerò fino a quando non ne mangerò un'altra (ancora da Augusto, ovviamente). Così come i carciofi fritti.
Mai assaggiate cose così ben fatte. Un pesce meraviglioso, e una pastella di sole uova e farina.
E dire che prima d'oggi non conoscevamo il posto, quando un amico ne ha parlato e ci è venuta voglia di prendere il car sharing e andarcene un po' fuori città.
Scelta azzeccatissima.
Posto più che tranquillo, locale spartano, non proprio come i prezzi ma, si sa, il pesce si paga. Con il bel tempo e i primi caldi, poi, viene apparecchiato un ampio spazio esterno, con area giochi per bimbi.
Vale la pena provarlo e tornarci, in quei giorni in cui Roma sta un po' stretta.

venerdì 18 febbraio 2011

Si massaggiano vitelli

Leggo la notizia sempre su Venerdì di Repubblica (pag. 74, mi scuserete ma oggi è, appunto, venerdì). Non la trovo in rete, così da non poter mettere qui il link. Il succo del discorso è, comunque, questo:
mi piace la carne, amo le fiorentine, gli hamburger e le polpette.
Ma pensare che quegli animali, che poi mangiamo, vengano umiliati in questo modo, a suon di massaggi alla birra, mi fa inorridire.

Cibando


Il pane ai cereali del forno Campo de' Fiori è l'unico degno di esser mangiato.

mercoledì 16 febbraio 2011

sabato 5 febbraio 2011

Consumo consapevole

Anche se è un aspetto che mi incuriosisce e mi affascina, ogni volta che svolto l'angolo dell'ex mattatoio testaccino, mi chiedo come mai la CAE sia "trattata" in quel modo.
Dove CAE sta per Città dell'Altra Economia.
E dove quel modo sta per l'essere circondata dal totale degrado.
Eppure il complesso equo/bio/solidale è assai confortevole, nuovo, ben tenuto. Ha un BioBar con tavolini all'aperto, di fronte a giochi per bambini, in uno spiazzo dove batte sempre il sole.
Questa città nella città sia un posto interessante da frequentare.
C'è una libreria, un market biologico con frutta e verdura fresche a prezzi più che competitivi (a Roma non ho trovato altri posti in cui pagare così poco questi articoli), un BioRistorante, un negozio equo-solidale.
E' ottimo da frequentare nelle giornate di sole, quando si ha qualche mezz'ora da "perdere" e da dedicare al relax: là c'è un vero silenzio.
Solo che non capisco perché non se ne parli, non sia pubblicizzato, non sia ben evidenziato.

Non capisco perché intorno ci sia lo schifo.
Di fronte, al di là del piazzale su cui affaccia, c'è un punto di ritrovo per extracomunitari.
Ben vengano gli extracomunitari. Ma loro sono di quelli che si ubriacano e basta, tutto il giorno, rendendo quel posto un cumulo di immondizie varie.
Ciò non toglie che sia un'isola felice, che ho trovato per caso e nella quale mi reco volentieri. Aspettando il tempo in cui Clara potrà andare a divertirsi sul dondolino rosa nel piazzale, mentre la guardo dai tavolini del bar.

Figli delle stelle

In genere non mi piacciono gli oroscopi, anche se spesso i tratti del carattere del segno vengono descritti abbastanza bene.
Ce n'è solamente uno che leggo settimanalmente: quello di D di Repubblica, quello di tal Marco Pesatori (a pagina 150).
Mi piace perché è il meno banale, tra i tanti.


E, allora, questa settimana il sagittario è trattato così:
Siete fatto di pasta di semola di grano duro, ma digeribili, gustabili,
cotti in ogni situazione al punto giusto. Ogni variazione di sugo la accettate. Deliziate il palato, ma fate bene anche alla mente, perché la vostra parola si accorda con il cuore e il cervello, modula il vigore che in passato a volte risultava esagerato. Invitanti.
Non vi scuocete davanti ai bollori della quotidianità folle, non vi sciogliete per fiumi di emotività. Tenete in pugno la realtà.
Anche la terza decade, di recente alquanto provata, si libera da noia e abitudine.
Senza abbattere l'edificio della moralità, accoglie la variazione, plaude il colpo di scena.


Mi piace pensarmi come un piatto di pasta. Rigorosamente al dente e non troppo fumante.
Il condimento è a discrezione del mio amore, ché spesso il mio umore dipende dal suo.
L'unica cosa che non indovina, il Marco Pesatori, è il non vi sciogliete in fiumi di emotività.
Questa parte devo ancora smussarla. Perché la mia emotività è antipatica e spigolosa. Non è piacevole sbatterci contro, nemmeno per me. Talvolta irrompe nel triangolo di realtà che mi sono costruita, e da fastidio.
Per il resto, di semola di grano duro ne ho giusto un pacco, appena iniziato da zio Carlo la settimana scorsa, che ci ha fatto le frittelle sarde.
Ora, con la restante semola, mi toccherà farci una pasta fatta in casa, per colpa dell'oroscopo che me la tira in ballo.

domenica 30 gennaio 2011

Gli afgani

In via delle Coppelle (ovviamente a Roma) c'è il Caffè Universale, che io e zio Carlo frequentiamo quasi quotidianamente per il caffè postprandiale e la rilettura (attardata) dei quotidiani.
E' un bel bar, di quelli che, se zio Carlo non mi ci avesse introdotta, avrei quasi avuto timore a cominciare a frequentare da sola.
Ha un'ampia zona spa, nel suo retro, l'Acanto, che è niente male.
Insomma, al Caffè Universale mi piace da morire accompagnare il caffè con uno dei loro buonissimi biscottini afgani: un concentrato cioccolatoso che è la fine del mondo.
Allora ho cercato la ricetta su internet..ne ho trovata una di cui mi sono fidata e, in un certo senso ho fatto bene: l'ho sperimentata e il risultato non ha avuto nulla a che vedere con i biscottini del Caffè Universale, ma è stata utile a sfornare i più buoni biscotti al cioccolato che io abbia mai mangiato!!
La ricetta che ho usato:
per i biscotti
180 gr di burro
100 gr di zucchero
180 gr di farina
60 gr di cacao in polvere
200 gr di corn flakes sbriciolati
per la glassa
125 gr di zucchero a velo, 4 cucchiai di cacao in polvere, 2 cucchiai d'acqua bollente
Procedere così: preriscaldare il forno a 180°, fondere il burro a bagnomaria e amalgamarlo con lo zucchero, fino a ottenere una crema omogenea.
Quindi unire, per gradi, farina e cacao.
Aggiungere poi i corn flakes e, se l'impasto risulta troppo corposo e faticoso da mescolare, aiutarsi con due cucchiai di latte.
A questo punto formate delle palline con le mani e mettetele su una teglia/placca da forno ricoperta di carta da forno.
Cuocete per 15 minuti e lasciate, poi, raffreddare del tutto.
Nel frattempo preparate la glassa che metterete sui biscotti:
mescolate lo zucchero a velo e i cucchiai di cacao in una ciotola, aggiungendo l'acqua bollente fino a ottenere un impasto cremoso.
Spalmatene un cucchiaino su ogni biscotto (freddo!). Potete arricchire il tutto con una mezza noce o nocciole sbriciolate, da adagiare sulla glassa... ne verrà fuori una delizia!


Et voilà!

venerdì 28 gennaio 2011

Il Pancotto

Oggi ho cucinato il pancotto, piatto della cucina povera toscana (da non confondere con la rivisitazione pugliese, che è un'altra cosa) e che è, per me, piatto legato all'infanzia.
A casa dei miei genitori non si è mai buttato via il pane vecchio (e secco), per farne poi il pangrattato e, appunto, il pancotto. Soprattutto mio babbo è specializzato, tutt'ora, nella sua preparazione..gli è sempre riuscito molto bene!
Allora io, che da qualche tempo tenevo da parte il pane vecchio, questa mattina mi sono decisa e l'ho preparato per la prima volta.
La ricetta è questa e va bene per sei persone:
800 gr di pane rafermo,
mezza cipolla,
500 ml di polpa e 200 ml di passata di pomodoro,
5 salsicce
3, 4 bicchieri di vino bianco da cucina,
sale, olio e spezie q.b.


Ho messo a bagno tutto il pane raffermo in acqua, per una ventina di minuti, affinché si ammorbidisse bene.
In una pentola ho fatto soffriggere la cipolla, tagliata grossolanamente, nell'olio. Ho aggiunto le salsicce spezzettate e le ho fatte cuocere, aggiungendo un po' del vino per insaporire.
A cottura delle salsicce quasi ultimata ho aggiunto tutta la polpa.
Ho messo un pizzico di pepe e uno di paprika dolce.
Ho fatto bollire per un paio di minuti e ho aggiunto, quindi, tutto il pane.
Dopo aver mescolato ho aggiunto due bue bicchieri d'acqua e la passata, continuando a mescolare.
Ho aggiustato di sale e pepe.
Dopo qualche minuto ho aggiunto i bicchieri di vino bianco e ho fatto cuocere a fuoco medio per venti, trenta minuti.
Ed ecco qua...




BUON APPETITO!!